Aa.Vv.
in vista del suo centenario, questo volume essenziale celebra l`attualità profetica di Zygmunt Bauman, analizzando la sua lucidissima diagnosi sui nuovi `trinceramenti`, il fascismo anarchico, la schiavitù volontaria e la disabilitazione della vita offline.
Zygmunt Bauman, uno dei pensatori più importanti del Novecento e dei primi vent`anni di questo secolo, era nato 1l 19 novembre 1925. All`approssimarsi del suo centenario, abbiamo organizzato un convegno che si terrà a Trento 18 novembre, con sua figlia Lydia e gli autori che hanno scritto con lui o di cui lui ha scritto, per celebrare la sua eredità e la estrema attualità del suo pensiero. Bauman è universalmente noto per aver descritto la società del Duemila come "liquida", ma prima di morire aveva dato alle stampe un libro, Retrotopia, in cui antivedeva il ritorno del trinceramenti a cui assistiamo oggi un po` in tutto l`Occidente, e fin dagli anni Novanta coglieva i segnali di un`oscillazione del pendolo da un estremo di libertà a una disperata ricerca di sicurezza, di "un bisogno di fascismo". L`impianto freudiano della sociologia di Bauman gli ha consentito di cogliere la natura anarchica e (auto)distruttiva del fascismo, di cui vediamo una devastante incarnazione nella "liquidità" di Donald Trump, nell`uso non solo arrogante ma anche Sorprendentemente ondivago del potere che esercita. Bauman ha moltissimo da dirci sulla società contemporanea, spaziando dal pensiero morale alla disumanizzante burocratizzazione dei servizi, alla trasformazione indispensabile dell`educazione; dall`individualizzazione che mette tutti contro tutti, al bisogno di ricorrere al consumo e all`uso delle nuove tecnologie per sentirsi ammessi nel mondo; dalla schiavitù volontaria, che mette in mostra tutto quanto può essere usato contro di noi, al prevalere della vita online che ci disabilita dalla vita offline, a cui dobbiamo comunque necessariamente tornare; dall`"età della nostalgia". che ci fa guardare al passato come a un`età dell`oro, al desiderio di un ritorno al ventre materno. In Cosi parlo Zarathustra, Nietzsche parla di un funambolo, un "oltreuomo" che mentre incede sulla corda cade e muore. Tutti si allontanano ma lui raccoglie il cadavere, se lo carica sulle spalle e attraversa un bosco fittissimo e oscuro. A un certo punto decide di seppellirlo ma non lo fa nella nuda terra bensì nel tronco di un albero in cui il suo cadavere diventerà linfa viva. Questo libro parla della linfa viva e generativa in cui si è trasformato Bauman dopo la sua morte.
CURATORI:
- Riccardo Mazzeo (n. 1955) Laureato in Lingue e letterature straniere, è scrittore, traduttore e studioso di Freud e Lacan. È stato editor e rights manager storico delle Edizioni Erickson, per cui ha tradotto oltre cento volumi. Ha collaborato e scritto libri direttamente con Zygmunt Bauman, oltre che con autori come Edgar Morin e Ágnes Heller, consolidandosi come uno dei massimi esperti italiani del sociologo polacco.
- Mauro Marcantoni Sociologo e giornalista, è Direttore di IASA (Istituto per la Ricerca e l`Assistenza allo Sviluppo Aziendale) a Trento. Autore di numerose pubblicazioni sulla ricerca socio-economica e sull`organizzazione della Pubblica Amministrazione, è una figura di spicco nel panorama culturale e manageriale trentino, con un forte impegno nella sensibilizzazione sui problemi della cecità.
DESTINATARI
Lettura indispensabile per sociologi, filosofi, studenti universitari di Scienze Umane, educatori e lettori colti interessati all`analisi critica della società contemporanea (digitale, politica, morale).
Editore:
EDIZIONI PENSA MULTIMEDIA
Pagine:
170
Pubblicazione:
2025
ISBN:
9791255683667