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06/10/2020 LA NUOVA LETTERA APOSTOLICA DI PAPA FRANCESCO

“Penso spesso all’esperienza che può fare oggi un giovane entrando in una libreria della sua città, o in un sito internet, e cercandovi il settore dei libri religiosi. È un settore che, quando esiste, nella maggior parte dei casi è non solo marginale, ma sguarnito di opere sostanziose”.

Papa Francesco lo ha scritto nella lettera che lo scorso 30 settembre ha pubblicato per ricordare il XVI centenario della morte di San Girolamo l’autore della Vulgata la traduzione latina della Sacra Scrittura. 

Purtroppo, scrive il Papa, la ricchezza della Scrittura è “da molti ignorata o minimizzata, perché a loro non sono state fornite le basi essenziali di conoscenza e “uno dei problemi odierni, non solo della religione, è l’analfabetismo”. E allora ecco l’esempio di Girolamo “inquieto giovane” che “come il personaggio della parabola di Gesù, vendette tutto quanto possedeva per acquistare «la perla di grande valore»”.

Ne abbiamo parlato con un professore di Patrologia dell’ Augustinianum di Roma, l’Istituto di studi patristici a pochi passi da Piazza San Pietro citato anche dal Papa nella sua Letteras, dove si forma il clero di ogni parte del mondo. Al professor Carlo Dell’ Osso, sacerdote ed egli stesso autore di pregevoli traduzioni dei classici greci, chiediamo proprio a proposito di "ignoranza delle Scritture", cosa ci insegna San Girolamo” Come aveva imparato ad amare la Scrittura? Come a farla conoscere?

“La frase: “Ignoratio Scripturarum ignoratio Christi est” è tratta dal Prologo al Commento al Profeta Isaia di S. Girolamo ed è stata citata nella Costituzione Conciliare Dei Verbum nr. 25
Quindi il Santo Padre si pone in continuità con il testo del Concilio Vaticano II. Per Girolamo, tutta la Scrittura parla di Cristo, sia l’AT che il NT, per cui la conoscenza della Scrittura conduce alla conoscenza di Cristo e di conseguenza se un credente ignora la Scrittura, ignora Cristo. Girolamo si può considerare una dei più grandi esegeti dell’antichità cristiana, aveva una profonda conoscenza della Scrittura ed è lui l’autore della traduzione, detta Vulgata, che costituiva il testo ufficiale per la liturgia della Chiesa fino al Concilio Vaticano II. Per Girolamo, l’amore della Scrittura derivava dalla conoscenza della Scrittura stessa, per cui egli si dedicò anche allo studio dell’ebraico, cercando quello che lui chiamava l’Hebraica Veritas, ossia notizie circa il testo biblico nella sua forma originaria ebraica, ma anche nell’esegesi fatta in ambito ebraico dai rabbini con l’Aggadah e Halachah. Per Girolamo conoscenza e amore vanno di pari passo! Girolamo infatti imparò ad amare la Scrittura attraverso lo studio della Scrittura stessa”.

In un'epoca di revisioni di traduzioni, qual è l'attualità di Girolamo. Non tutti erano d'accordo con la sua idea?

“L’opera di Girolamo in epoca di revisioni di traduzioni rimane attuale per due motivi, in primo luogo perché se ami la Scrittura devi essere fedele ad essa!  La fedeltà al testo originale della Scrittura senza fare parafrasi che possano alterare il senso originario e profondo, rimane un insegnamento intramontabile. Girolamo aveva dinanzi a sé il testo greco della LXX e il testo Ebraico della Bibbia e nel realizzare la sua traduzione rimase fedele soprattutto alla LXX, tenendo presente anche alcune varianti ebraiche (non entro nel merito del grado di conoscenza di Ebraico da parte di Girolamo!). In secondo luogo, l’opera di Girolamo non fu semplicemente l’iniziativa di uno studioso o di un erudito, ma fu un vero e proprio servizio alla Chiesa, infatti la nuova traduzione in latino gli era stata chiesta da Papa Damaso, che avvertiva la necessità di un testo latino più adatto alla liturgia e più armonico linguisticamente rispetto alle edizioni preesistenti, e cioè le Veteres latinae.”

Quale era la forza di Girolamo come traduttore oltre che come studioso della Sacra Scrittura?

“Consisteva nel riverbero mistico-spirituale che il suo studio aveva nella vita. La testimonianza di questo si trova nel suo epistolario che è pieno di lettere inviate a diverse monache che seguivano la sua direzione spirituale. Nell’epistolario si vede come la Scrittura metteva in discussione la vita di Girolamo, fino a portarlo a veri e propri momenti di contrizione e di unione mistica con il Signore”.

Che interesse ha oggi la Patristica per i giovani?

“A mio avviso, oggi i giovani non capiscono la portata pastorale, spirituale, esegetica, etc della Patristica. E’ vero che l’Istituto Patristico Augustinianum forma ormai da 50 anni studiosi di Patristica, ma è anche vero che il numero degli studenti è ancora limitato. Un impulso allo studio della Patristica è stato dato da Papa Benedetto XVI, che come è noto ha fatto le catechesi del mercoledì su tutta la Patristica, e da Papa Francesco che continuamente si riferisce ai Padri nei suoi discorsi e nel suo magistero”.

Acistampa, Angela Ambrogetti

fonte: https://www.acistampa.com/story/la-lettera-del-papa-su-san-girolamo-davvero-i-giovani-non-conoscono-la-bibbia-15163
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